Fra i tritoni al giardino botanico di Pietra Corva

Oggi vi porto al giardino botanico di Pietra Corva, nel territorio del comune di Romagnese. Siamo nell’Oltrepo Pavese, in Val Tidone, sulle pendici del Monte Pietra di Corvo. A circa 950m di altitudine.

Il giardino sorge su un suolo caratterizzato da scure rocce vulcaniche (da cui prende il nome) ed è occupato in gran parte da una bella faggeta, ma non mancano anche zone caratterizzate da ombrose conifere (pini neri, pini silvestri, larici e abeti) e querce

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Quattro passi sul Terdoppio Lomellino

Il Terdoppio è un torrente lungo circa 86 km che nasce sui colli del Novarese, si divide in due (Terdoppio Novarese e Terdoppio Lomellino) e, dopo aver attraversato Piemonte e Lombardia, sfocia per metà nel Ticino e per metà nel Po. Questo tragitto bizzarro è dovuto a una modifica effettuata dall’uomo nel Medioevo, quando il torrente fu interrotto a Sud-Est di Novara per irrigare i campi. Inizialmente, infatti, il Terdoppio sfociava solo nel Po.

Uno dei tratti più belli del Terdoppio è quello che passa da Tromello (PV) per raggiungere il Po all’altezza del comune di Sommo. Raggiungibile in prossimità della strada che porta ad Alagna c’è un sentiero che costeggia il Terdoppio fino a Garlasco…

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Quattro passi a Nazzano (PV)

Il Castello dei Malaspina a Nazzano (PV), valle Staffora (Oltrepo Pavese)Lungo il corso del fiume Staffora, nell’Oltrepo Pavese, possiamo incontrare Nazzano, grazioso centro abitato appollaiato sulla cima di un colle.

A guardia e a dominio della valle il castello dei Malaspina, signori della Valle Staffora, che rende individuabile il paese di Nazzano anche da grande distanza. La costruzione del castello, attorno all’anno mille, fu resa necessaria dall’importanza strategica di questi luoghi: da Rivanazzano, vicinissima a Nazzano, da cui è separata solo dal fiume Staffora, passava infatti la Via del Sale. Quello dei Malaspina era un marchesato importantissimo. Nato a scopo difensivo, dall’inizio del ‘900 il castello di Nazzano è adibito a uso residenziale (cosa che ne impedisce la visita, ma allo stesso tempo ne garantisce la conservazione).

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Quattro passi al ponte in chiatte sul Ticino a Bereguardo (PV).

Attorno al ponte di Bereguardo si possono fare piacevoli scampagnate, a piedi o in bicicletta.

Il ponte è molto insolito e originale da vedere: fatto di assi di legno montate su una struttura “flessibile” in metallo, si adagia su delle chiatte galleggianti che lo sostengono. Concepito per adattarsi al livello del fiume, assume forme diverse secondo la piena o la secca, restando basso, con le chiatte appoggiate sul fondo, quando c’è poca acqua, o sollevandosi a formare una ripida salita quando c’è piena (capita che il ponte venga chiuso per l’eccessiva corrente che si porta via qualche barca!) In questa zona ci sono vari percorsi in mezzo alla natura che meritano di essere visti (una volta ho avuto perfino un incontro molto ravvicinato con una cicogna).

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Quattro passi ad Albonese: il Fontanile Plezza Raverta e la chiesetta campestre di S. Paolo

Albonese è solo un piccolissimo comune della Lomellina (poco più di 500 abitanti), in provincia di Pavia. Nel suo territorio però ci sono due angolini pittoreschi: il Fontanile Plezza Raverta e la chiesetta campestre di San Paolo.

Il Fontanile Plezza Raverta

Il fontanile naturalmente… è solo un fontanile! Grazie a un intervento di recupero e al fatto di essere un’area naturalistica protetta, però, ha mantenuto un aspetto molto naturale, a differenza di molti fontanili Lombardi che sono stati purtroppo completamente snaturati. Anni fa vi sono stati liberati lucci, carpe, tinche e cavedani affinché ripopolassero la zona. Dei volontari hanno provveduto anche a piantare nei dintorni del fontanile delle piante compatibili con la flora autoctona.

Una visita al fontanile può essere interessante dal punto di vista della memoria storica: opere idriche come il Plezza Raverta, infatti, assieme a molti altri fontanili, rogge, canali, fossi, hanno permesso lo sviluppo agricolo della Lomellina, così come di altre zone del Pavese e della bassa Piemontese. La realizzazione di una rete così sviluppata e capillare deve aver comportato all’epoca notevoli sforzi, oltre a una saggia conoscenza del territorio, ricco di falde e risorgive, e delle sue potenzialità. Il Plezza Raverta, come molti altri fontanili, è alimentato da falde sotterranee (risorgive) e l’acqua vi emerge è utilizzata per irrigare campi e marcite…

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