Quattro passi fra i fiori del Brallo

Una passeggiata al Brallo durante una giornata di sole, un bivio, un grazioso rifugio e… distese di fiori! Fiori ovunque, tanto che a volerli fotografare tutti rischieresti di esser data per dispersa. Qualche fiore l’ho catturato però, e con questo articolo ve ne faccio dono. Non posso condividere il profumo dei tulipani selvatici, la carezza del sole, il ronzio degli insetti o il fresco dell’erba, ma posso mostrarvi un po’ di immagini.

Ecco il tulipano selvatico, tulipa sylvestris, l’antenato del tulipano come lo conosciamo ora. Questi piccoli fiori sbocciano in primavera e hanno un profumo buonissimo (sì: in natura i tulipani sono profumati!).

Tulipano selvatico (tulipa sylvestris)
Tulipano selvatico (tulipa sylvestris)
Tulipano selvatico (tulipa sylvestris)
Tulipano selvatico (tulipa sylvestris)

L’ancusa o buglossa (chiamata “lingua di bue“) ha un aspetto più modesto, ma molte virtù. Si tratta infatti di una pianta officinale con svariate proprietà, un tempo usata come medicina e ancora oggi utilizzata in erboristeria. Potete riconoscerla per i suoi caratteristici degli steli pelosi e per i fiori, blu o viola, dalle tonalità talmente vivide da farsi ben notare nonostante le ridotte dimensioni.

Buglossa
Buglossa
Buglossa
Buglossa

Anche la bugola (ajuga reptans) ha un aspetto molto modesto e come la buglossa ha proprietà officinali, ma attenzione: l’erba bugola (o erba di San Lorenzo) è anche epatotossica!

Bugola (ajuga reptans)
Bugola (ajuga reptans)

La genzianella (genziana acaulis) si fa notare un po’ di più, anche se sempre con discrezione. Il fiore ha una forma molto particolare. Anche la genzianella è una pianta officinale con molteplici proprietà.

Genzianella (genziana acaulis)
Genzianella (genziana acaulis)
Genzianella (genziana acaulis)
Genzianella (genziana acaulis)

Il lathyrus sylvestris viene chiamato in molti modi: cicerchia silvestre, cicerchione, veccione, rubiglione sono alcuni dei nomi con cui è conosciuto. E’ una pianta usata per il foraggio, oltre che adatta alla produzione di miele. La pianta è commestibile, ma non prendete Il Tempo Giusto a riferimento su questo argomento: meglio affidarsi a pubblicazioni o a consiglieri affidabili quando si tratta di riconoscere le piante selvatiche. Stesso consiglio per le piante officinali, che spesso sono tossiche o che possono essere scambiate per altre piante. Il mondo delle piante selvatiche è favoloso, ma va approcciato con molta cautela!

Cicerchia (lathyrus sylvestris)
Cicerchia (lathyrus sylvestris)

Una pianta molto interessante è l’orchidea selvatica sambucina (dactylorhiza sambucina). A differenza di altre orchidee, è un’orchidea terrestre (non epifita). Nonostante le ridotte dimensioni, la trovo molto bella!

Orchidea selvatica (dactylorhiza sambucina)
Orchidea selvatica (dactylorhiza sambucina)
Orchidea selvatica (dactylorhiza sambucina)
Orchidea selvatica (dactylorhiza sambucina)
Orchidea selvatica in bocciolo
Orchidea selvatica in bocciolo

 

Modesta ma sempre bella la primula odorosa (primula veris). Fiorisce alla fine dell’inverno ed è molto profumata. Si tratta di una specie protetta.

Primula odorosa (primula veris)
Primula odorosa (primula veris)
Prato cosparso di primule.
Prato cosparso di primule.

 

Il tarassaco è un’altra pianta dalle mille proprietà e dai mille nomi: dente di leone, dente di cane, soffione, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, insalata dei porci, pisciacane, lappa, missinina, piscialletto o anche tarassàco (storpiamento del nome con l’accento sull’ultima “a”).

Fiore di tarassaco.
Fiore di tarassaco.

 

Per finire, la violetta selvatica, un fiorellino che sembra quasi timido, con un profumo fresco e piacevole. Un fiore romantico, che fa pensare alla spensieratezza della gioventù.

Violetta selvatica
Violetta selvatica
Violetta selvatica
Violetta selvatica

 

Su tutte queste piante ci sarebbe tanto da dire. Potrei scrivere un articolo su ognuna di esse e non è escluso che lo faccia in futuro, ma oggi non voglio tediarvi con un trattato di botanica. La mia intenzione è piuttosto di mostrarvi quanta bellezza si può trovare durante una semplice passeggiata sulle colline dell’Oltrepo Pavese. A volte le cose più belle non sono in posti irraggiungibili, ma dove non guardiamo nemmeno: nella semplicità di un pascolo ad esempio.

 

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