Clematidi: cure primaverili

Clematide 'Venosa Violacea'
Clematide ‘Venosa Violacea’

Esistono molte varietà di clematidi, tutte pronte ad allietare le nostre primavere, le nostre estati e autunni (secondo la varietà) con fiori incantevoli che sembrano usciti da una fiaba.

Le clematidi alpine, a fioritura primaverile, producono delle caratteristiche lanternine a fiore semplice o doppio e disponibili in vari colori, secondo la varietà. La clematide alpina (come anche quella macropetala) non richiede potature, ma a fine primavera/inizio estate (dopo la fioritura) volendo è possibile effettuare una potatura di contenimento, tenendo conto però del fatto che così facendo non potremo ammirare le capsule dei semi, anch’esse decorative. Un’altro tipo di potatura, da effettuarsi solo quando è necessario ringiovanire un vecchio esemplare, consiste nell’abbassare tutta la pianta a 30cm dal suolo, in modo che produca nuove ramificazioni. Anche questo tipo di potatura va effettuata a fine primavera/inizio estate, dopo la fioritura.

I periodi migliori per la messa a dimora sono primavera e inizio autunno. In primavera curate bene concimazione e irrigazione, soprattutto se la stagione è secca o ventosa. Nel caso decidiate di non potare la vostra clematide, potete lasciar maturare e conservare i semi per seminarli in autunno.

Clematide alpina
Clematide alpina

La clematide ‘Jackmani’ può essere utile per rallegrare il giardino in piena estate, fino all’autunno, quando tanti altri fiori sono ormai sfioriti.

La messa a dimora va fatta in primavera o in autunno. Una volta all’anno, a febbraio o inizio marzo (assolutamente non più tardi!!!), recidete i rami di questa varietà sopra l’ultima coppia di gemme sane, a circa 30 cm da terra. In primavera legate i rami giovani ai supporti. Se avete clematidi coltivate in vaso, ogni anno sostituite il terriccio superficiale con del terriccio fresco.  Se la vostra clematide ‘Jackmani’ è spoglia e fa fiori solo in alto, in primavera cimate tutti i rami nuovi appena raggiungono il metro di altezza per favorire la fioritura anche nella parte inferiore.

In primavera è possibile mettere a dimora anche la clematide ‘Venosa Violacea’, tardiva, che ha il pregio di fiorire fino in pieno autunno: la sua fioritura inizia a luglio per terminare solo a ottobre! Dopo aver piantato nuove clematidi, ricordate di bagnarle bene.

Se ne avete già adulte, in primavera ricordate di potarle e ripristinate la pacciamatura.

L’ottimale sarebbe circondare le clematidi con piante più basse, che permettano loro di avere le radici all’ombra e la chioma al sole. Se ciò non è possibile, realizzate una buona pacciamatura che protegga le radici dal caldo in estate.

Precedente Caprifoglio dei boschi: cure primaverili. Successivo Petunie (e surfinie, potunie ecc.): cure primaverili