Il magico acero giapponese

L’acero giapponese, a differenza di altri tipi di acero, è una pianta lenta che mantiene a lungo dimensioni contenute. Come sempre, anche in questo caso è importante conoscere e rispettare i tempi della pianta: se desiderate avere in poco tempo un albero di un’altezza ragguardevole, l’acero giapponese non fa al caso vostro, mentre sarà perfetto se per problemi di spazio avete necessità di scegliere piante che non crescano in modo troppo veloce e incontrollato. Se non siete sicuri di quale acero scegliere per il vostro giardino (le varietà sono molte e molto differenti!) fatevi consigliare da un professionista di fiducia.

Primavera

Una volta effettuata la scelta, il periodo migliore per la messa a dimora di un nuovo esemplare è a metà primavera, scongiurato il pericolo di gelate notturne. La primavera è anche il periodo giusto per pulire il terrenopacciamare.

Rispettate il naturale ritmo di crescita dell’albero e non eccedete con i fertilizzanti nel tentativo di accelerarne la crescita: fareste solo danno!

Fra la fine della primavera e l’inizio dell’estate l’acero giapponese si riempie di grappoli di fiorellini e, successivamente, dei caratteristici semi contenuti in baccelli a elica (le samare) perfettamente ideate da Madre Natura per raggiungere luoghi di semina anche distanti dall’albero.

Estate

In estate ricordatevi di concimare con regolarità il vostro acero, soprattutto se è in vaso, ma allo stesso tempo fate attenzione a non eccedere con i fertilizzanti nel tentativo di accelerarne la crescita: fareste solo danno! Piuttosto curate bene le annaffiature, perché questa pianta soffre la siccità.

In autunno potete raccogliere i semi del vostro acero e interrarli in dei vasetti per produrre altre piantine, ma abbiate pazienza:  potrebbero spuntare in primavera oppure dopo un intero anno! Come sempre, conoscere i tempi della natura ci può salvare da grossolani errori.

Autunno

In autunno il fogliame degli aceri giapponesi assume dei bei colori vivaci prima di cadere. Le foglie cadute possono essere lasciate a terra: sono belle e fanno da pacciamatura.

Avendo necessità di spostare un esemplare di acero giapponese, questo è il periodo più adatto.

Inverno

In inverno gli aceri sono spogli, ma la bella corteccia dell’acero giapponese e la sua forma aggraziata lo rendono comunque elegante. In questa stagione c’è una sola cosa da fare per l’acero giapponese: ammirarlo.

Le ortensie: cosa fare in inverno

Ortensia

A fine inverno, potate le vostre ortensie: è meglio che potarle prima delle gelate perché le parti appassite proteggono la pianta dal gelo. E’ anche vero che l’ortensia, rustica com’è, sopporta solitamente senza problemi entrambe le scelte. Se l’inverno è molto siccitoso, bagnate di tanto in tanto.

Zenzero da fiore (hedycium): cure invernali.

Zenzero da fiore (hedycium)

Voglio essere originale: inaugurerò la sezione de Il Tempo Giusto dedicata ai lavori invernali in giardino con una pianta tropicale! No, non sono impazzita: nonostante le origini tropicali, lo zenzero da fiore (hedycium) ha una discreta rusticità (la resistenza al gelo è diversa secondo la varietà, ma può andare da un minimo di -10° a un massimo di -20°), nel dubbio, però, vi consiglio di proteggere il suolo che accoglie i rizomi con una pacciamatura di foglie secche. Ovviamente questa immagine è meramente indicativa: lo zenzero da fiore fiorisce da luglio/agosto fino ai primi freddi, all’arrivo dei quali la parte aerea della pianta secca e sparisce (non spaventatevi dunque se le vostre piante sembrano morte: risorgeranno!) In inverno i rizomi seccano e vanno in riposo: bisogna sospendere le annaffiature. Gli hedycium hanno bisogno di molto nutrimento: a fine inverno, in vista del risveglio, somministrate concime organico.

I valtellinesi con la coscienza pulita (pizzoccheri leggeri con broccoli e ricotta)

I valtellinesi con la coscienza pulita (pizzoccheri leggeri con broccoli e ricotta):

I valtellinesi con la coscienza pulita (pizzoccheri leggeri con broccoli e ricotta)

Una ricetta gustosa, facile e veloce per potersi gustare i pizzoccheri senza sentirsi in colpa. Non lasciatevi ingannare dal fatto che siano “light”: sono buonissimi! (Sì: mi faccio i complimenti da sola!)

Contorno leggero per 3 persone.
Difficoltà: facile.
Tempo: 30 minuti.
Stagione: da ottobre a marzo.
Ingredienti:
  • Broccoli: 400 g (peso dei broccoli già puliti, divisi in nuvolette e privati della parte più coriacea del gambo)
  • Ricotta: 200 g (a temperatura ambiente)
  • Pizzoccheri: 200 g
  • Limone (una fettina)
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extravergine di oliva
  • Uno spicchio d’aglio
Preparazione:

Cuocete i broccoli divisi in nuvolette in abbondante acqua bollente salata assieme a uno spicchio d’aglio tagliato in due.

Scolateli senza buttare l’acqua.

Usate la stessa acqua per cuocere i pizzoccheri.

Nel frattempo, amalgamate i broccoli ancora caldi con la ricotta, aggiungendo qualche goccia di limone, sale, pepe (poco!) e un filo di olio d’oliva.

I valtellinesi con la coscienza pulita (pizzoccheri leggeri con broccoli e ricotta): condimento.
I valtellinesi con la coscienza pulita (pizzoccheri leggeri con broccoli e ricotta): condimento.

Dopo dieci minuti, scolate i pizzoccheri e mischiateli assieme a tutto il resto.
Il piatto è pronto! (Più facile di così!!!)

Ligustro: cure autunnali

ligustrum sinense

I momenti migliori per la messa a dimora del ligustro sono metà autunno e inizio primavera.

Il ligustro può essere coltivato in forma libera o con arte topiaria. Se desiderate una siepe fitta,  la potatura va ripetuta ogni primavera e fine estate o in autunno. Le tecniche di potatura variano secondo l’età della pianta, le sue condizioni e il risultato desiderato. Se desiderate che il vostro ligustro produca bacche, non potatelo.

Malva: cure autunnali

Malva reale: foglie.

Se avete una malva reale (lavatera olbia, pianta a portamento cespuglioso che può raggiungere l’altezza di un metro), in autunno accorciate i rami principali per riordinare la pianta (la potatura vera e propria sarà fatta in primavera). Eliminate eventuali vecchi esemplari ormai esauriti, che non fioriscono più o fioriscono ormai pochissimo.

Osmanto: cure autunnali

Osmanthus foglie

La piantagione va effettuata fra l’autunno e la primavera, tenendo conto del clima. Non piantate quando c’è gelo e quando il terreno è troppo intriso d’acqua.

NB: l’osmanto produce in primavera fiorellini profumati simili a quelli del gelsomino. Le varietà con foglia spinosa vengono spesso confuse con l’agrifoglio, cui somigliano molto!

Come accudire il timo in autunno

Thymus citriodorus

Il timo è una pianta molto rustica. L’unica cura di cui necessita in autunno e in inverno è la rimozione delle foglie morte.

Un metodo per moltiplicare (e ringiovanire) le vostre piante di timo se sono diventate troppo legnose e vuote alla base è l’interramento (in primavera)  della parte legnosa, poi tenuta umida per tutta l’estate. Se avete utilizzato questa tecnica, in autunno separate dalla pianta madre i rametti che hanno radicato e piantateli altrove.