Il Tempo Giusto… anche per apprezzare vecchi attrezzi in un giardino incolto.
Apr08

Il Tempo Giusto… anche per apprezzare vecchi attrezzi in un giardino incolto.

Il Tempo Giusto, scrivevo nel post introduttivo di questo blog, è l’arte di fare la cosa giusta nel momento giusto… e questo è vero: non esiste tecnica, trucco o prodotto che più di questo possa aiutarci non solo ad avere un bel giardino, ma anche e soprattutto a vivere meglio.

Il Tempo Giusto però non è solo fare, per quanto con le giuste scadenze, ritmi e tempistiche. Il Tempo Giusto è anche non fare. Prendersi il tempo per guardarsi attorno. Apprezzare la bellezza che ci circonda; come quel giorno in cui, lavorando per il recupero di un giardino incolto, mi sono innamorata della storia che in esso si respirava. Vecchi attrezzi appesi e appoggiati ovunque, ancora colmi di tutti gli anni trascorsi, di tutto il lavoro svolto, l’amore dedicato a quella terra. Chissà quante cose avrebbero potuto raccontare?

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Lug27

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Il Tempo Giusto mobile! :-)

Oggi è importantissimo per qualsiasi webmaster che i suoi siti o blog siano ottimizzati per i dispositivi mobili. In linea con lo spirito del sito, Il Tempo Giusto vuole che la navigazione sia per l’utente il più confortevole possibile. Cercare una cosa sul sito deve essere un’esperienza comoda e veloce e, soprattutto, non dovete essere obbligati a mettervi dietro al pc.

Se siete nel vostro giardino e avete bisogno di controllare se l’azalea che state per piantare ha bisogno di un terreno acido o basico vi basterà digitare iltempogiusto.it sul vostro cellulare e fare una rapida ricerca, perché il vostro tempo è la cosa più preziosa che avete e io tengo tantissimo ad aiutarvi a utilizzarlo nel miglior modo possibile!

Per quanto mi lusinghi vedere i vostri ingressi quando curioso le statistiche del sito, sarò felice di sapere che non passate tutto il vostro tempo dietro un pc. La fuori c’è un mondo meraviglioso da vivere e da amare e un tempo da non sprecare! Dunque eccoci qua, ottimizzati per l’era degli smartphone e dei tablet… e questa è la prova:

Il Tempo Giusto mobile: missione compiuta!!! :-)

Il Tempo Giusto mobile: missione compiuta!!! 🙂

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Chi sono

Scrivere di sé è come muoversi su una superficie inclinata e scivolosa: troppo facile scivolare nell’autocelebrazione o, al contrario, nell’insicurezza. Difficile raccontarsi, riassumere in poche righe la propria vita e ciò che si è; meglio lasciar fare a qualcun altro, qualcuno che ci conosca bene, che ci veda dall’esterno e che per questo abbia una visione più completa, anche se magari è un po’ di parte! Daniele, mio compagno nella vita e nel giardinaggio, si è offerto di togliermi da questo impiccio (o forse sarebbe meglio dire “impaccio”). Vi lascio così alle sue parole:

EmanuelaClasse 1976, capelli castani, figura snella; a guardarla nel suo giardino di Tromello, in provincia di Pavia, sembra sia parte integrante dello stesso. La si può trovare sotto un gazebo progettato da lei, appeso ad un grande acero saccarino, mentre prepara uno schizzo di un giardino per un cliente, oppure con le mani sporche di terra mentre trapianta un viburno tino.

Nei lavori che esegue ci mette sia l’intelletto che la forza fisica. Mi viene in mente un’immagine dell’autunno scorso, mentre spingeva una carriola piena di terriccio durante la ristrutturazione del suo giardino che ha interamente riprogettato dopo che le radici dell’acero avevano praticamente eliminato tutta l’erba presente.

Emanuela è sempre stata appassionata di giardinaggio, fin da ragazzina, quando incrociava surfinie di colori diversi per la curiosità di vedere “cosa veniva fuori”. I viaggi di lavoro di suo padre l’hanno portata in Messico e nelle Filippine dove ha conosciuto la meraviglia per una natura prorompente, satura di colori e profumi.

Segue una pausa in Sardegna, dove ha avuto modo di “vivere” la straordinaria capacità delle piante di adattarsi al clima e alle avversità, fra sole cocente, terreni rocciosi, vento, siccità (capitava talvolta che l’acqua mancasse anche nelle case!) e, purtroppo, incendi. Il resto della sua infanzia e gran parte dell’adolescenza li ha vissuti a Sedriano (MI) in una casa di quelle di una volta, in cui non c’è una netta separazione fra natura e spazi umani, fra piante, ortaggi, animali e ginocchia sporche e graffiate.

Grazie a queste esperienze Emanuela ha sviluppato una sensibilità notevole verso la natura e, soprattutto, le specie autoctone e rustiche, robuste e resistenti alle malattie.

Spesso, però, la vita ci porta a percorrere strade diverse dalla propria passione: trasferitasi con la famiglia nel Pavese nel 1991, lontano dagli orti e dagli animali, dopo gli studi (liceo scientifico e scienze politiche), Emanuela si è dedicata al mondo della comunicazione (giornali, web, editoria), senza mai abbandonare la passione per le piante,  continuando a prendersene cura, recandosi a eventi e manifestazioni inerenti a florovivaismo e giardinaggio e studiando, studiando tantissimo.

La svolta è stata il nostro incontro; un’amicizia fra due persone legate da una passione comune, fatta di consigli,  scambi di idee e di letture, eventi cui recarsi insieme e aiuti reciproci: Emanuela mi ha aiutato creando il sito della mia azienda, di cui cura i contenuti, mentre io la aiutavo con il suo giardino, una creatura in continua evoluzione. Oggi siamo insieme e l’aiutarsi a vicenda è diventato naturale come respirare.

Complice il fallimento dell’azienda in cui lavorava e, in modo non indifferente, la mia insistenza, Emanuela ha infine deciso di mettere a frutto le proprie conoscenze e di  fare della propria passione una  professione.

Non è un cosa facile: non ci si improvvisa “esperti del settore”, infatti Emanuela non guarda mai dall’alto un cliente e il suo giardino ma, al contrario, entra nel dettaglio, consiglia la pianta giusta in base all’esposizione, al clima, al terreno, al pH e, capita, prende spunto anche dall’esperienza del cliente stesso quando, ad esempio, dice “qui le ortensie non sono mai venute bene”. Allora indaga, analizza il terreno per capire il problema. Non dà mai per scontato nulla. Questo perché in un giardino nulla è scontato.

 

Daniele Morosini, titolare de Il Giardino Segreto.

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Stagioni: parliamo di date.

Precisato che le stagioni cui fa riferimento questo sito sono quelle dell’emisfero boreale, esistono diversi modi di misurare le stagioni. I due principali sono quello meteorologico e quello astronomico.

Le stagioni astronomiche sono scandite da equinozi e solstizi le cui date sono leggermente variabili di anno in anno, ma corrispondono indicativamente alle seguenti:

– equinozio di primavera (21 marzo)

– solstizio d’estate (21 giugno)

– equinozio d’autunno (23 settembre)

– solstizio d’inverno (21 dicembre)

Secondo la misurazione astronomica, la primavera inizia in occasione dell’equinozio di primavera (21 marzo) e termina col solstizio d’estate quando inizia la stagione successiva, e così via.

Le stagioni meteorologiche sono sfasate di una ventina di giorni (21/23 giorni circa):

– la primavera inizia il primo giorno di marzo e termina il 31 maggio

– l’estate va dal primo giorno di giugno al 31 agosto

– l’autunno inizia il primo di settembre e termina il 30 novembre

– l’inverno inizia il primo di dicembre e termina il 28-29 febbraio

Io preferisco fare riferimento a questa seconda datazione in quanto pone il periodo più freddo e quello più caldo dell’anno (i mesi di gennaio e di luglio) esattamente al centro delle rispettive stagioni.

Attenzione! Come già detto nell’articolo delle avvertenze, queste tempistiche possono variare in funzione di anomalie climatiche stagionali e per questo sconsiglio vivamente di attenersi al solo calendario per decidere quando inizia o finisce una stagione: un lavoro da fare in primavera, ad esempio, andrà rimandato se, trovandoci in data primaverile, constateremo la persistenza di un clima invernale. Inutile intestardirsi affermando che “è primavera” se il 25 marzo c’è ancora il gelo!!! Buonsenso prima di tutto!

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